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A “Venti Contemporanei” cinque artisti interagiscono con la forma e con lo spazio
Nasce dalla comune volontà di permettere agli artisti di interagire e dialogare tra loro in un confronto aperto con il concetto di spazio, l’intesa tra Romagna Fiere e Oscar Dominguez, lo scultore argentino ma ormai faentino d’adozione che dal 2003 cura annualmente l’evento “Spazio allo Spazio” nell’ambito di “Arte Forlì Contemporanea”.
Ben 13 edizioni, con quella che si svolgerà dal 4 al 7 novembre prossimi, per una formula consolidata e di crescente successo sia tra il pubblico che tra gli artisti stessi che ne sono protagonisti e vengono di volta in volta selezionati da Oscar Dominguez. Oltre 150 dal 2003 ad oggi.
Questa formula viene riproposta e reinterpretata diventando la chiave di lettura di “Venti Contemporanei – Sguardi d’arte al Monte”, la mostra che da sabato 15 a domenica 30 ottobre vedrà esporre nelle ampie sale del Palazzo del Monte di Pietà di corso Garibaldi 37 cinque artisti che stanno affermandosi nel panorama dell’arte contemporanea nazionale.
Protagonisti con le loro installazioni di grandi dimensioni saranno: Matteo Lucca, Erich Turroni, Claudio Ballestracci, Bruno Fronteddu ed Elena Fregni.
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Matteo Lucca
Nato a Forlì nel 1980, dopo il diploma all’’Istituto Statale d’Arte della sua città, Matteo Lucca studia scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Fin dai suoi esordi alla fine degli anni ‘90 mostra una inclinazione all’eclettismo nella sperimentazione di materiali: realizza cicli di opere in piombo modellato a sbalzo, la serie “Faces”, a metà tra maschere funebri e teatrali, la sequenza di assemblaggi di tessuti e installazioni di grandi barche colorate.
Le sue opere sono sempre accompagnate da composizioni scritte in un felice incontro tra scultura e poesia. Lucca coltiva la passione per il teatro-danza e per la performance oltre che l’attitudine alla sperimentazione di materiali diversi, con cui realizza maestosi totem primitivi intrisi di grande spiritualità arcaica.
Nel 2004 vince il 1° premio al concorso “La vita intesa come rinascita” indetto dall’Ausl di Ferrara e realizza un’opera in bronzo per il parco dell’ospedale di Bondeno (FE). Nel 2007 realizza il complesso scultoreo dedicato ai donatori di sangue dell’Avis collocato presso l’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.

Erich Turroni
Erich Turroni è nato a Cesena nel 1976, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e vanta un percorso artistico caratterizzato in campo scultoreo e pittorico dall’utilizzo di materiali quali il poliestere, la vetroresina e le materie plastiche in genere. Turroni lavora all’interno di un clima largamente esistenzialistico utilizzando sovente in scultura grumi informi di materia che si coagulano lungo linee di forza. In pittura, invece, i riferimenti al vero, spesso di origine fotografica, vengono assimilati all’interno di successivi strati di poliestere che rendono le immagini, quasi sempre grandi ritratti, appena percettibili, diafane e fantasmatiche. Un modo per lasciare intendere l’inaccessibilità e le insanabili distanze esistenti tra gli esseri umani. Nelle sue grandi installazioni, protagoniste sono figure accovacciate, arti, teste, che ci portano al confronto tra lo spazio e l'uomo, tra l'interno e l'esterno.
Turroni, che vive e lavora a Gambettola, ha partecipato a mostre collettive in Romagna, a Bologna, Parma e Asti e ha tenuto personali a Faenza, Forlì, Fusignano, Cesena, Modena, Piacenza, Asti, Parma, alla Galleria Gasparelli Arte Contemporanea di Fano e alla XV Quadriennale di Roma. Nel 2007 ha eseguito gli elementi scenografici di uno spettacolo per la compagnia “Motus” e nel 2011 sculture per la compagnia “Teatro Valdoca”.

Claudio Ballestracci
Nato a Vimercate nel 1965, autodidatta, vive e lavora a Longiano. Opera da vent’anni nell’ambito delle arti figurative. Espone le sue opere in Italia e all’estero. E’ autore di diversi progetti di carattere storico e culturale, coautore di scenografie e progetti teatrali, si occupa di architettura attraverso proposte che vertono sul rapporto poetico fra natura e paesaggio, luce e ambiente. Ha collaborato con Pitti Immagine di Firenze e con il Conseil Général d’Indre et Loire per l’allestimento di mostre tematiche in Francia. Si occupa della progettazione di allestimenti tematici permanenti in ambito museale.
Nel 2007 è invitato alla 52° edizione della Biennale di Venezia nell’ambito delle 100 giornate intitolate a Joseph Beuys ed è stato finalista nel 2006 al concorso internazionale “Monumento ai caduti di Nassiriya” a Roma. Porta la sua firma il monumento “Sentiero naufrago” dedicato alle vittime del mare a Bellaria Igea Marina, inaugurato nel 2008.
Il cuore della ricerca di Ballestracci consiste nel vivificare il fattore apparentemente inerte della materia e il metallo in primis, attraverso la luce, l’elettricità, la simbiosi alchemica con elementi composti e naturali. L’oggetto ritrovato è la materia prima per elaborare l’immagine, quasi sempre attraversata dalla luce.

Bruno Fronteddu
Bruno Fronteddu nasce a Nuoro nel 1979 e vive a Casalfiumanese in provincia di Bologna. Nel 2006 si laurea in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2002 è cofondatore del Gruppo DOA. Dal 2004 collabora col collettivo Società del Torchio. La sua ricerca nasce dallo studio sulle diverse possibilità espressive della pittura materica, intesa come manifestazione rappresentabile di un legame sottile tra il mondo naturale e quello cognitivo.
Nel 2011 si trasferisce nell’Appennino Tosco-Romagnolo dove crea la residenza artistica multidisciplinare Ca’ Colmello Casa Laboratorio: luogo nato dall’esigenza di coniugare il contatto con l’ambiente naturale e l’esperienza artistica. Nelle sue ultime opere approfondisce il significato del sacro legato alla simbologia intrinseca della natura.

Elena Fregni
Nata nel 1970 a Crevalcore, si è diplomata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove vive e lavora. Elena Fregni è un esempio a livello nazionale di come arte e artigianato possono entrare in commistione dando vita a opere e oggetti unici. “Disegna” sculture, infatti, intrecciando fili di ferro in forma di esotici animali o loro teste, sovente in scala naturale. Una ragnatela volumetrica che rende i suoi soggetti massimi per apparenza, minimi per consistenza. Veri fulcri dell’ambiente.
L’artista emiliana, nella realizzazione delle sue opere, unisce la sapienza artigianale a una visione artistica onirica. Lo fa utilizzando un materiale antico e povero, il ferro, trasformandolo in un oggetto evocativo e prezioso. Sotto le sue mani il filo di ferro prende vita. Gli animali da lei creati appaiono ironici, imponenti, aerei e sprigionano leggerezza: cervi volanti, scarabei rinoceronte, coccinelle e cetonie che catturano l’immaginazione e la fanno volare.

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