taglio del nastro
SGARBI INAUGURA ARTE FORLÌ CONTEMPORANEA E INCANTA LA FOLLA PARLANDO DI PARALLELISMI tra Arte Forlì Contemporanea e Artissima, tra provocazione e interiorità, tra Forlì e Torino.
Per la quarta volta ospite a uno degli eventi d’arte di Romagna Fiere, Sgarbi taglia il nastro e alla presenza di un folto pubblico di visitatori, artisti e galleristi, parla di arte contemporanea, provocazione e anche di Forlì.
“Oggi questa iniziativa, del tutto collaterale e un po’remota, è in contemporanea con Artissima, iniziativa che con molto danaro, le Amministrazioni piemontesi hanno sostenuto.
Io non sono andato ad Artissima e non ne sono attratto, tant’è che c’è un appuntamento a Forlì, che ha una concretezza e artisti diversi, che fa pensare che la contemporaneità è un’opinione, o una realtà molto variegata. Molti sono convinti che le opere che propongono siano giuste, come se l’arte fosse giusta o sbagliata. Io invece credo che l’arte sia la necessità che ognuno ha di esprimere quello che sente e che quindi ognuno abbia diritto alla creatività.
Le ragioni per cui questa mostra è così diversa ed è fatta anche di quadri che uno guarda volentieri, di opere in cui c’è un richiamo emotivo e sentimentale, sono quelle per cui ho sempre pensato che non si può immaginare che l’arte contemporanea sia solo una serie di provocazioni o la volontà di stupire qualcuno...
…forse è sbagliato, occorrerebbe fare qualcosa di clamoroso anche qua. Ma se questo è il modo per cui le cose vengono raccontate e se ne parla, allora è meglio il silenzio. È meglio che uno venga qui, sappia che c’è un appuntamento in cui può passare davanti ai quadri di Luciano Caldari, guardare le opere dei giovani artisti che hanno una loro sensibilità, allora questo è un rapporto più puro.
Non è detto però che abbiamo ragione, cioè che nella costruzione di Arte Forlì Contemporanea ci sia troppa discrezione, troppa poca provocazione. Che non ci sia Cattelan [come invece ad Artissima. Ndr] che viene chiamato apposta per creare uno scandalo.
Mi sembrava giusto dirlo, perché per singolare circostanza queste manifestazioni avvengono contemporaneamente. Di una tutti ne parlano, magari è un vantaggio perché la gente paga un biglietto e c’è un grande afflusso, un’altra è ritirata e riparata da Forlì.
È molto tempo che io sostengo che Forlì è una di quelle città, come Piacenza, Rieti o Cosenza,
di cui non si parla mai, di una bellezza che rimane segreta, forse è una linea, oppure la ragione è anche che a Forlì non accadono cose provocatorie.
Ma per l’arte, non è detto che la provocazione debba essere l’unica sua cifra. È una cifra che il ‘900 ha molto praticato, quindi il ‘900 si immagina così. Però il ‘900 è altro; è anche Carlo Mattioli, è anche Gianfranco Ferrone, è anche Piero Ghizzardi, è anche tanti artisti che hanno realizzato opere in una loro dimensione interiore e meritano di essere rispettati e conosciuti. Allora, forse, questa è un’isola in cui uno viene e vede, come in tante occasioni io ho visto, opere che potrebbe altrimenti non sapere dove vedere...
… Non c’è una verità nell’arte contemporanea, perché la verità è dentro ognuno di noi e nell’esigenza che ha di esprimere il suo pensiero, la sua sensibilità, il suo cuore, che io vedo quando vengo a Forlì.
E’ la quarta volta che vengo qui. Si sente qualcosa di un po’ domestico, di un po’ familiare. C’è un po’ l’aria di qualcosa fatta tra amici. Forse il prossimo anno occorrerà fare qualcosa di provocatorio. Però, certamente questo appuntamento ha una sua dimensione ormai consolidata, un po’ crepuscolare. Si vede che siamo poco lontani dai luoghi di Pascoli. A Forlì c’è Pascoli e a Torino il futurismo. È meglio l’uno o l’altro? Io credo che non si possa dare un giudizio per cui una cosa è giusta e l’altra è sbagliata.
Il futuro non dirà chi ha ragione, ma quello che è importante resterà, al di là di come viene presentato, per cui possiamo dire che anche Arte Forlì Contemporanea è una forma di Artissima, con la differenza che la parola Artissima non esiste perché è il superlativo di un sostantivo e Contemporanea è la verità. È una bella definizione per dire che tutto è contemporaneo e tutti hanno diritto alla creatività…
Una specie di un luogo e di un tempo fermo, come tutta Forlì, dove le cose accadono, però accadono in modo riservato.

Comments are closed.