schifano-esso

a cura di Galleria Costa Deniarte


Appartiene a Mario Schifano, una connotazione enciclopedica, che parte da una stagione “analitica”, monocroma, a cui vengono ad aggiungersi altre cromie, fino a farne un tripudio di colori, una manifestazione del primato del vedere, del mettersi dalla parte dello spettacolo, come sostanza, come forma, di una recitazione che non attenua mai la sua forza espressiva.

Di Mario Schifano si può dire che è stato un rapitore d’immagini, un selezionatore della modernità, con spirito futuristico, nel senso della violazione delle sacralità scadute, in favore di uno scatto vitale, che aggiunge al dato di cronaca, un effetto del tutto altro. E’ come una cometa  desiderante che si trascina dietro tutta una messa a nudo di significati, appartenenti alla memoria individuale e collettiva, prendendo tutto quello che gli sembra utile alla costruzione del suo panottico che non ha una filosofia direttiva, ma si fa esso stesso filosofia e modo di vivere, anche nella sua sregolatezza che vuole fondare in uno stile, come complicità di tanti stili diversi, presi per frammenti, a volte isolati, a “oltre” messi insieme, in una sperimentalità che è frutto dei materiali utilizzati, a volte spessi fino all’informale, a volte sottili come una pelle fotografica. Lo vediamo anche nella rassegna  “Schifano Forever”, che la Galleria Costa Deniarte dedica al grande maestro.

Esso, 1974, smalto su carta applicata su tela, cm 80x120

Comments are closed.