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Eidos Immagini Contemporanee presenta un evento artistico a cura di Raffaella A. Caruso denominato “Tabulae Pictae”. Uno sguardo approfondito sull’opera di Bruno Di Bello, artista nato nel 1938 a Torre del Greco che da tempo vive e lavora a Milano.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli inizia la propria attività espositiva e con Biasi, Del Pezzo, Fergola, Luca e Persico dà vita al Gruppo 58, formazione che stabilisce subito un contatto diretto, grazie soprattutto al periodico Documento Sud, con l’ambiente culturale milanese.
Dopo le prime mostre di gruppo, nel 1960 Di Bello espone in personale alla Galleria 2000 di Bologna. Inizia a inserire la fotografia nei suoi lavori e nel 1966 ha la prima personale alla Modern Art Agency. Nel 1967 comincia a usare direttamente la tela fotosensibile e si trasferisce a Milano, iniziando ad esporre con il gruppo della Mec-Art, teorizzata da Pierre Restany. La sua indagine è qui volta precipuamente alla scomposizione dell’immagine, in particolare delle icone dei protagonisti delle avanguardie storiche e dei propri miti artistici teorizzando in maniera chiara la possibilità per l’arte di riflettere sulla sua storia.
Alla fine degli anni 70 Di Bello, uscito dall'esperienza della Mec-art, usata più in chiave concettuale che pop, sperimenta nuovi usi del mezzo fotomeccanico. Disegnando a distanza su tela fotosensibile con il raggio di luce di una torcia riesce ad agire una forte gestualità senza alcun medium fisico. Un'action painting sui generis, dove la luce imprime il segno sulla tela in maniera immateriale, simulando la forza del pensiero. Negli anni Ottanta Di Bello sperimenta un nuovo modo di usare questa tecnica, interponendo tra la fonte luminosa e la tela figure umane e oggetti che proiettano su quest’ultima le loro ombre, lasciando che sia l'azione performativa a impressionare la tela fotosensibile con l'aiuto di larghe pennellate di rivelatore. Da questa esperienza nascono così negli anni Novanta i Frattali e le pitture digitali con cui Di Bello si apre alle nuove possibilità offerte dal progredire della tecnologia.
Il nuovo Millennio ha portato a un cambiamento radicale nei modi di produrre e fruire le opere d'arte, ponendo spettatori e artisti di fronte alla necessità di una riflessione approfondita e trasversale sulle possibilità etiche, sociali ed estetiche di nuovi strumenti: Di Bello in essi paradossalmente ritrova una morbidezza di tratto antica con cui riconduce ad unità natura e artificio, ottenendo opere dall’andamento classico di vere e proprie Tabulae pictae. A quest’ultima riflessione teorica appartengono i lavori in mostra ad “Arte Forlì-Cesena Contemporanea”.

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