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Intervista a  Mario Bertozzi

Scultore e disegnatore da sempre, l’artista forlimpopolese Mario Bertozzi ha oggi 88 anni ed è tanto  pieno di vitalità da aver già in programma due mostre personali per i prossimi mesi.

Bertozzi, che cosa ama di più: il pennello o la terra?
‘Non ho dubbi.: sicuramente la terra e sa perché?
No, me lo racconti lei
‘Ho cominciato fin da bambino a creare piccoli oggetti con la terra dei nostri campi: quello è stato il mio primo modo di scrivere e di leggere e di sentirmi me stesso.’

La sua storia di scultore ha poi percorso altri canali.
‘Sì e il merito è stato dello scultore forlivese Giuseppe Casalini, mio primo maestro E’ stato lui a consigliarmi di frequentare il Liceo Artistico di Bologna dove ebbi come maestri Cleto Tomba e Luciano Minguzzi. ‘

Durante la sua vita ha svolto altre attività oltre a quella di scultore?
‘Ho insegnato disegno e storia dell’arte  in vari istituti superiori e alle scuole medie per molti anni, prima a Rocca San Casciano, poi a Cesena. Tuttavia contemporaneamente ho portato avanti il mio impegno di scultore ed ho allestito moltissime mostre’

Quale di queste ricorda con maggior entusiasmo?
‘Senz’altro quella allestita nel 1980 al Museo di Milano su invito del Comune di quella città e, sempre nello stesso anno , le mie opere sono state poi trasferite nella Villa Olmo a Como su invito dell’Ente Provinciale per il Turismo’

Lei ha un curriculum vastissimo fra mostre e premi, primo fra tutti il primo premio (medaglia d’oro) Città di Seregno . Ha mai pensato di lasciare la Romagna per trasferirsi in una grande città come Milano per incontrare maggiori possibilità di carriera artistica?
‘Le dirò: il periodo in cui sono stato a Milano è stato fantastico . Andavo spesso all’osteria di Pino ‘La Parete’ frequentata la sera da artisti come Minguzzi e Crippa  e da personaggi dello spettacolo come Walter Chiari e le sorelle Kessler. Nel locale mensilmente si allestivano mostre. Ricordo quella di Ligabue con la presenza dell’artista. Fu un periodo indimenticabile, ma io ero troppo legato alla mia famiglia e alla Romagna per restarvi lontano’

E’ stato allora che è nata in lei l’immagine del gallotauro?
‘Ho sempre amato rappresentare, da buon romagnolo, tori e galli. Il gallotauro è nato, come d’altra parte tutte le mie opere, da una forte carica immaginativa’

Quando lei crea un’opera sa a priori quale sarà il soggetto?
‘Mai. L’opera nasce in maniera istintiva mai programmata ed io trasferisco me stesso nell’immagine che sto realizzando. Quando modello la terra, sento di essere veramente me stesso’.

Lei ha realizzato anche grandi sculture come l’immagine di Pellegrino Artusi che si trova all’ingresso di Forlimpopoli.
‘Non solo quella . Altre sculture di grandi dimensioni sono il Vignaiolo, la Statua della Libertà, il  Profeta, il Contadino, l’Abbraccio e altre. Tutte però collocate nel nostro territorio.’

Quindi non solo galli e tori, ma anche figure umane...
‘Tante. In particolare le donne. Ho creato sculture in bronzo di nudi femminili, ma anche teste e busti.. Dentro ad ogni scultura c’è tanta, tanta emozione. Nessun materiale mi ha mai deluso perché qualunque tema abbia affrontato con l’argilla, col gesso, con la matita o col pennello , un istinto prepotente ha tradotto i miei stati d’animo e le mie passioni.’

Oggi lei si dedica soprattutto ai disegni e alle pitture...
‘Ho sempre disegnato tanto. Ultimamente ho creato delle immagini –che ho riprodotto anche su tende e borse di tela- in cui rappresento la natura: alberi, fiori, animali e, con loro, tori , gallotauri ecc. Questa produzione è nata dopo la morte di mia moglie, alcuni mesi fa. Ero disperato. Disegnare e creare forme nuove su carta e tela è stato per me terapeutico: mi ha dato la spinta per andare avanti e tentare di superare il dolore profondo per la perdita di lei, la mia amatissima moglie.’

Quali i suoi futuri progetti ?
‘Come sempre, lasciarmi irretire dall’arte. Il prossimo novembre esporrò 28 quadri inediti più alcune sculture nell’evento collaterale della rassegna d’arte ‘Contemporanea’ che si terrà alla Fiera di Forlì. Poi in gennaio esporrò alcune sculture alla Galleria Farneti.. Per il resto si vedrà. L’arte è vita e dona la vita.’
Ottima cura, la sua, per rimanere giovani!’

Rosanna Ricci

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