ANTEPRIMA CONTEMPORANEA

In occasione della 22ª edizione di Contemporanea, in programma dal 26 ottobre presso la Fiera di Cesena, il centro della città diventa una culla dell’arte, un contenitore di emozioni e di stimoli.
La mostra “Plastiche Cromie – Marco Lodola e Giovanna Fra”, a cura di Mirabili Arte d’Abitare, investirà sin dal 12 ottobre tutta la città, e la pervaderà come una ventata di aria fresca.
In collaborazione con il Comune di Cesena e Confesercenti, Comitato zona A, le opere dei due artisti saranno ammirabili presso Palazzo Romagnoli, nonché presso alcuni selezionati esercizi commerciali del centro e incastonate come gemme nel cuore dei corsi e dei palazzi storici della città. Impreziosendoli e colpendo di stupore lo sguardo di passanti e visitatori.

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MOSTRA INEDITA

Nel mezzo del cammino di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la diritta via era smarrita
Toscano come me, mi ci ritrovo, non sapevo guardare la bellezza, l’arte, passavo davanti alle bellezze del nostro paese, dei nostri artisti e nulla… e poi la folgorazione… la scatola “Brillo”, davanti a me per tanti anni senza alcun significato e poi un giorno “qualunque” apparentemente identico a tutti gli altri, la “scatola” mi ha parlato e la via non era più smarrita; Il “Brillo” emanava una strana forza, suscitando in me domande, curiosità, voglia di scoprire.
Ho incominciato a studiare a scoprire l’arte: “Il Brillo” è passato da scatola ad opera d’Arte… Il Pop è diventato centrale nella mia vita. Mi sono innamorato di Warhol, colui che afferrando e manipolando le culture di massa, ha rivoluzionato l’arte, dando vita alla Pop Art.
Grazie ad una “banalissima” scatola del 1964, la famosa “Brillo Box” la mia vita cambiò… un nuovo fantastico percorso che mi ha portato emozioni, incontri, tra cui il noto gallerista Eugenio Falcioni, che mi ha condotto per mano, aiutandomi a crescere professionalmente e personalmente.
La sua esperienza e la mia passione si sono unite dando seguito a ciò che Andy Warhol aveva iniziato; abbiamo allestito mostre in sintonia con lo spirito di Andy Warhol, con la convinzione e la speranza di aumentarne la notorietà. Ne abbiamo esaltato lo stile, maniacale ed ineguagliabile, seguito il suo concetto trash e pop. A trentuno anni dalla sua scomparsa è ancora forte nel cuore di tutti noi, divenendo così a tutti gli effetti immortale.

Jonathan Fabio

ticket drink studio 54
New York 1976, 254 strada fra la 7 e 8 Avenue a ovest di Manatthan.
Dall’idea di Steve Rubbell e Ian Schrager, uno storico e vecchio teatro di 1800 metri viene completamente rivoluzionato, dando cosi vita alla celebre, unica, trasgressiva discoteca, lo STUDIO54. Inaugurato il 22 aprile del 1977, lo scopo dei fondatori era quello di creare un ambiente dove tutti potevano essere protagonisti, le etichette sociali non contavano più nulla e ogni sera, si doveva svolgere la “festa più grande del mondo”. lo STUDIO54 in quegli anni non è altro che una finestra, fatta di eccesso e trasgressione che si affaccia su una New York in procinto di risvegliarsi da una profonda crisi, una metropoli in bianco e nero fatta di successo e baratro sociale, ricchezza e povertà, un agglomerato umano degli opposti tenuti assieme dal cemento.
Epica la scena di Bianca Jagger del 2 maggio del 1977 che entra nella storica pista della discoteca a dorso di un cavallo bianco, come eccessivo era il culmine della serata, dove dall’alto appariva “L’uomo sulla Luna” che calandosi fra il pubblico offriva loro cocaina su di un cucchiaio d’argento.
Tantissimi i personaggi famosi che sono passati di lì, tra cui Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone, Grace Johns, Truman Capote, Debbie Harry, Liza Minnelli, Mick e Bianca Jagger, Nick Rhodes, Simon Le Bon, Halston, Keith Haring, Basquiat, una allora emergente Madonna, ma anche emeriti sconosciuti pescati dalla folla personalmente da Steve Rubbell per invitarli insieme alle celebrità nei suoi party esclusivi. Spesso fra la folla VIP, spiccava un uomo con una vistosa parrucca bianca, grandissimi occhiali da vista, un immancabile macchina fotografica (polaroid xs 70) ed un registratore nel taschino. Suo malgrado, per molte di quelle occasioni abbandonava il suo amato look casual ed indossava black tie/ tuxedo con immancabili jeans, anziché il classico pantalone nero con riga laterale in raso.
Lui è il mitico “ANDY WARHOL” che in un lampo di genio nel 1978, in occasione del Natale pensando a cosa regalare agli amici dà vita ad un opera d’arte, il Complimentary drink raffigurante il ticket drink dello storico locale di Manatthan, (Di quest’opera ne sono stati realizzati pochissimi esemplari, se ne contano all’incirca 20, tutti diversi uno dall’altro e così pezzi unici) molti di essi sono stati regalati proprio dallo stesso Andy agli amici più stretti. Dopo 3 anni di eccessi, il locale, con l’arresto di Steve Rubbell chiuse i battenti. Ad oggi è stato riadattato a teatro, tutt’ora funzionante.
Grazie al concetto di Andy Warhol di immortalare gli oggetti, come questo semplice e apparentemente banale ticket (diventata poi un opera d’arte di estremo valore), possiamo riuscire ad andare oltre l’immagine proposta e teletrasportarci in quel mondo, il mondo di Andy Warhol e dello Studio 54 di NY.
Jonathan Fabio